REFERENDUM LOMBARDIA


“Quale autonomia e quale futuro per Regione Lombardia?”

Ne parliamo con Fabio Pozzuoli, consigliere regionale del Partito Democratico e gioralista

L’appuntamento è per domani, martedì 03 ottobre alle ore 21 presso il circolo Berlinguer di Cormano, in via Molinazzo

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Festa dell’Unità a Paderno Dugnano

Festa de l’Unità 7-10 settembre’17Venerdì 8 settembre ore 18

Incontro con Maria Elena Boschi

Sotto segretario alla Presidenza del Consiglio.

Cormano accoglie il nuovo Parroco

La cerimonia, iniziata alle 16.45 presso Largo San Giovanni Paolo 2 con l’accoglienza della Comunità al nuovo Don e il saluto del Sindaco, si muove verso la Chiesa di Ospitaletto accompagnata dal corpo musicale di Cusano Milanino dove alle 18 si sono svolti i riti di ingresso e la Santa Messa.

IMG_3921Al termine, sul sagrato si è accesa ed illuminata la serata con il lancio delle lanterne cinesi, seguito dalla festa nella relativa palestra del centro parrocchiale.

Una cerimonia intensa che ha visto la Chiesa gremita della popolazione cormanese insieme al Primo Cittadino.

Ben arrivato e Buon lavoro Don!

Dimissioni Assessore Roccotelli

A seguito del comunicato ufficiale pubblicato sul sito del Comune di Cormano che ufficializza le dimissioni dell’Assessore Roccotelli,

il Partito Democratico di Cormano vuole ringraziare l’Assessore per il lavoro svolto durante questo anno di mandato ricoperto, durante il quale nonostante le importanti difficoltà economiche ormai note che hanno investito i Comuni italiani ed anche il nostro, sono stati realizzati alcuni progetti quali il rilancio del Pedibus che ad oggi si presenta con 5 linee, il regolamento per l’affidamento in adozione di aree verdi, il regolamento per il benessere degli animali e per una corretta convivenza con la collettività umana, la chiusura della viabilità  in via sperimentale della Via Ariosto in prossimità dell’orario di ingresso e di uscita, l’integrazione nell’appalto AMSA del nuovo schema di pulizia strade.

Un augurio per il proseguimento della vita lavorativa e professionale! 

Tragica prova dell’inutilità di Triton, con Mare Nostrum arrivavano vivi

Alle cinque del pomeriggio, sotto un vento sferzante, Giusi Nicolini è di nuovo sul molo Favaloro. Di nuovo davanti a corpi senza vita pietosamente adagiati nei teloni di plastica. Sindaco, ci risiamo?
«Siamo di nuovo qui, di fronte a un’altra tragedia, a piangere ragazzi morti ín cerca di un futuro: una situazione drammatica ma purtroppo ampiamente prevedibile, che in tanti hanno sulla coscienza ma nessuno prova vergogna».

Chi li ha sulla coscienza, l’Europa?
«Tutti quelli che hanno fatto finta di non capire e che forse ora faranno finta di non vedere. Tutti quelli che dicevano che l’operazione Mare Nostrum ha fatto aumentare gli arrivi. Forse è vero. ma almeno arrivavano vivi. Ora, invece, arrivano morti. E Triton, che dovrebbe sostituire Mare nostrum, non è un’operazione umanitaria ma solo di salvaguardia delle frontiere. Non serve a nulla: né a salvare la gente e nemmeno a darei’ allarme. L’Sos l’hanno mandato quei poveri migranti. E quel che è successo dopo è l’esempio perfetto di quanto accadrà chissà quante altre volte in futuro».

Soccorsi troppo lontani?
«Lontani, inadeguati e non attrezzati: come si può pensare di salvare i migranti in mezzo al Canale di Sicilia facendo partire motovedette aperte, senza materiali, da Lampedusa? Lo sapete quante ore ci vogliono per andare e tornare? E nel J371L82E099M3frattempo a questa gente che sta morendo quale aiuto siamo in grado di dare? Questi ragazzi non sono naufragati, né annegati, ma morti di freddo. Per non parlare del rischio che corrono anche gli operatori dei soccorsi. Ma a chi interessa davvero tutto questo?».

Lampedusa nell’ultimo anno, con Mare nostrum, era ormai fuori dalle rotte di migranti. Cosa si prospetta adesso?
«Un drammatico ritorno al passato, come se i naufragi del 3 e del 10 ottobre non fossero mai avvenuti, come se Mare nostrum non fosse mai esistita. Ma le cose devono cambiare per forza. L’Europa ha deciso di lasciare nuovamente I’ Italia da sola e l’Italia in silenzio ha permesso che succedesse di nuovo. Io purtroppo non posso spostare Lampedusa dalla carta geografica, noi siamo l’unico avamposto in mare ma non possiamo pensare di affrontare una nuova drammatica stagione di Sbarchi. E soprattutto di morti. Il governo deve fare la voce grossa per riprendere un’operazione umanitaria».

Il centro di accoglienza, dopo lo scandalo delle docce disinfettanti ai migranti, è in ristrutturazione. Siete attrezzati per questa nuova emergenza?
«I padiglioni non interessati dai lavori sono agibili, il poliambulatorio lavora a pieno ritmo, ma questi poveri morti dove li mettiamo? Non abbiamo neanche le bare».

da http://www.partitodemocratico.it/aree/immigrazione/home.htm

13 FEBBRAIO – FESTA DEL RISPARMIO ENERGETICO

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Vogliamo riportare per questa occasione una riflessione espressa sotto forma di consigli e buone pratiche per ridurre i consumi di energia elettrica presa dal blog della trasmissione Rai Caterpillar come ogni anno promotrice di questa giornata.

“Basterebbe modificare il nostro comportamento nel consumare energia per ottenere un risparmio energetico del 20% annuo.  Una famiglia di 4 persone che vive in appartamento con un consumo medio annuo di circa 16.000 kwh ( termico ed elettrico) ed una spesa di 1600 euro,  può risparmiare 10 kwh al giorno equivalenti a circa 400 euro all’anno =  1 euro al giorno. SOLO CON AZIONI NON TECNOLOGICHE che non costano nulla, fanno risparmiare, sono facili da realizzare e assicurano lo stesso livello di benessere.

  • · In casa e su luogo di lavoro ricordarsi di spegnere le luci di stanze, bagni, scale o corridoi quando la luce naturale è sufficiente e quando nei luoghi da illuminare non sono presenti familiari e colleghi. Inoltre, sostituendo le lampadine a incandescenza con  quelle a basso consumo, si possono ridurre del 7% i consumi annui totali di energia elettrica;
  • spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici domestici e nei luoghi di lavoro. In questo modo si potranno ridurre  i consumi di elettricità dal 5 al 10%;
  • controllare la temperatura della propria abitazione e del luogo di lavoro. Riducendo la  temperatura ambiente di appena 1°C si possono tagliare i consumi ed i relativi costi del 5-10% all’anno. Inoltre, riprogrammando il termostato per abbassare la temperatura di notte, o quando nell’ambiente non c’è nessuno, e rialzarla al mattino o al rientro in casa ed in ufficio, la bolletta sarà più leggera del 7-15%. Durante l’estate si raccomanda di impostare la temperatura dei condizionatori non oltre sei gradi in meno rispetto alla temperatura esterna.
  • Il ricambio d’aria nei locali deve avvenire in tempi rapidi e  con le finestre spalancate, mentre è controproducente tenere le finestre socchiuse per ore.  Inoltre, si consiglia di  ridurre gli spifferi provenienti dagli infissi utilizzando del materiale isolante che impedisca il passaggio dell’aria e non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni, inserendo apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni ed i caloriferi;
  • sbrinare frequentemente il frigorifero, tenendo la serpentina pulita e distanziata dal muro per favorire il ricircolo dell’aria. Inoltre, ricordarsi che la temperatura raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4°C e per il congelatore è di -18°C. Per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo aumenterà del 5%.
  • non usare il ciclo di prelavaggio della lavatrice. Evitando questo passaggio è possibile risparmiare fino al  15% di energia.
  • spegnere il forno ed i fornelli  qualche minuto prima del termine della cottura dei cibi lasciando che il calore residuo completi l’opera. Sul luogo di lavoro, utilizzare con moderazione gli apparecchi elettrici per scaldare l’acqua per il caffè o il tè e, se sono presenti grossi distributori di bevande e/o alimenti, verificate se è possibile tenerli spenti di notte;
  • verificare la temperatura dell’acqua.  E’inutile tenere il termostato del boiler oltre i 60°C. Lo stesso vale anche per l’acqua necessaria al riscaldamento;
  • utilizzare l’automobile il meno possibile e, se necessario, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. In alternativa, scegliere di recarsi  sul luogo di lavoro utilizzando la bicicletta o i mezzi pubblici.
  • attenzione alla pressione degli pneumatici: se è inferiore a 0,5 bar, l’automobile utilizza il 2,5% in più di carburante. Inoltre, utilizzando un olio a bassa viscosità per il motore, si può ridurre il consumo di carburante di oltre il 2,5%. Anche in automobile non abusare dell’aria condizionata che aumenta i consumi complessivi del 5% circa.

Chiaramente questi interventi da soli non bastano ad ottenere dei veri risultati. C’è bisogno di integrarli con azioni tecnologiche ( acquisto elettrodomestici, interventi di riqualificazione edilizia, installazione di impianti di produzione dell’energia da fonte rinnovabile, etc.) che possono far risparmiare fino al 50-70% o addirittura portare all’autoproduzione.

PERO’, le azioni per modificare i nostri comportamenti rappresentano una palestra molto importante per la costruzione di una nuova cultura energetica. Le tecnologie da sole non bastano perché corriamo il rischio di non saperle controllare senza una consapevolezza. ( es. Un individuo che percorre mediamente 10000 km all’anno in automobile acquista una nuova auto con un consumo minore per chilometro percorso. A parità di chilometri  spende meno e questo lo spinge ad aumentare l’utilizzo dell’automobile, anche per tragitti che in passato percorreva a piedi. Risultato: i consumi aumentano invece di diminuire).

RUOLO DEI SINDACI

L’energia è invisibile ed anche il risparmio è molto difficile da vedere. Ma considerato che  l’unico modo per ottenere un risultato serio è che tutti risparmino, è necessario che ognuno abbia fiducia che anche gli altri stiano risparmiando.

Il senso della community è un driver importante e  Caterpillar, con la campagna Mi illumino di meno, ha il grande merito di stimolare la partecipazione dal basso e rendere visibile il risparmio. FA COMMUNITY.

E’proprio questo che i Sindaci dovrebbero comprendere e comportarsi di conseguenza. E’ la comunità la vera forza su cui far leva per risparmiare energia.

Innanzitutto i sindaci dovrebbero dare il buon esempio come chiede anche la UE, agendo sui comportamenti della Pubblica Amministrazione nel consumare energia per il proprio funzionamento nell’offrire i propri servizi ai cittadini. E’ il famoso 20% che si può raggiungere a costo zero. Riscaldamento, raffrescamento, illuminazione, etc. Solo ottimizzando.

Poi, attraverso interventi strutturali come ad esempio negli edifici pubblici che sono i luoghi più frequentati e, quindi, quelli più esemplari. O attraverso azioni di programmazione territoriale.

Diciamo pure che molti sindaci già si stanno muovendo in questa direzione. Ricordiamo il Patto dei Sindaci che è una iniziativa della UE e che raccoglie circa 1300 comuni italiani. Obiettivo è mettere a punto piani locali per la sostenibilità energetica e ambientale.

MA attenzione! Il risparmio e l’efficienza energetica non si vedono. Essi sono difficili da mostrare ai cittadini mentre vengono attuati.

Per questo bisogna :

  • –  Stimolare la partecipazione dal basso e farla vedere per convincere gli indecisi e creare il senso di comunità per il raggiungimento dello scopo, sia nella fase decisionale che in quella attuativa.
  • – Mostrare i risultati raggiunti ed i vantaggi per le singole famiglie e per la comunità”

    da http://caterpillar.blog.rai.it/

L’ amour plus fort que la haine #JesuisCharlie #JesuisAhmed

#JesuisCharlie  #JesuisAhmed

#JesuisCharlie
#JesuisAhmed

Il primo capoverso, d’obbligo, è dedicato al ricordo di Stéphane Charbonnier, direttore del Charlie Hebdo, Jean Cabut, vignettista, Philippe Honoré, Georges Wolinski, Bernard Verlhac, vignettisti, Mustapha Ourrad, correttore di bozze, Frédéric Boisseau, portinaio, Bernard Maris, economista, Michel Renaud, fondatore del Carnet de voyage, Franck Brinsolaro, guardia del corpo, Elsa Cayat, psicanalista, Ahmed Meradet, poliziotto: uomini e donne uccisi a colpi di kalashnikov e fucile a pompa da due estremisti islamici terroristi, ieri mattina alle 11.30. Succede a Parigi, presso la redazione di Carlie Hebdo, rivista satirica che, soprattutto in passato, era stata al centro di numerose polemiche per le sue vignette di satira nei confronti dei principali estremismi religiosi.

Libertà di espressione, uguaglianza, libertà: valori sacri che l’atto terroristico ha cercato di abortire. Ma che noi stessi uccidiamo ogni volta che, in presenza di atrocità del genere, attribuiamo a un popolo, a una religione, a un altro, straniero, diverso la responsabilità di aver commesso o almeno indirizzato un atto di questa natura.

È un errore tanto comune nella storia umana, e tanto errato, che persino I filosofi cognitivisti pensarono bene di classificarlo: attribuire le caratteristiche di una parte dell’intero all’intero significa incorrere nella fallacia della compositio.

Ma, fuori dagli schemi dei cognitivisti, accanirsi contro l’Islam o contro un gruppo più o meno definito di arabi o stranieri non è atto giustificato. Non è giustificato strumentalizzare la carneficina del Charlie Hebdo per iniziare una crociata contro i clandestini. Le questioni sono sconnesse, chi ha commesso l’attentato appartiene a una frangia estremista dell’Islam, è stato educato e cresciuto in Europa.

È vero che la paura e la frustrazione portano all’odio, alla voglia di reagire e di eliminare il diverso, dopo averlo marchiato e bollato come pericoloso. Ma è anche vero che si tratta di un atto tanto primitivo quanto barbaro, dettato dal frutto dell’ignoranza. È esattamente quello che è stato fatto ieri: proiettili contro le penne e le matite di sofisticati vignettisti. Ma leggiamola in un’altro modo: è quello che viene fatto ogni volta che la civiltà si contrappone all’ignoranza barbara e crudele. È quello che viene fatto ogni volta che ai diritti umani si contrappone il sopruso, nel nome di un ideale superiore: un Dio, una Nazione, o del denaro.

E allora capiamo che, se la vera dicotomia è questa, non possiamo condannare I terroristi di Charlie e lasciare impuniti I nuovi crociati, che spuntano come funghi in questi giorni per strada, sui social, sui giornali, pronti a condannare l’Islam, a respingere I barconi di migranti, a bruciare campi nomadi (perchè tanto, fa niente se non sono musulmani, I diversi sono tutti uguali, e prima o poi vanno fatti fuori tutti).

Non è quello che avrebbero voluto nella redazione di Charlie, che per anni si è battuta per criticare – mettere in ridicolo – gli estremismi di qualsivoglia fazione, e non le differenti culture, i differenti credo, o I differenti usi e costumi.

Qualche giorno prima della carneficina, sally kohn twittava così:

“Se spara un musulmano: l’intera religione dell’islam è colpevole” ;

“Se spara un nero: tutta la razza dei neri è colpevole” ;

“Se spara un bianco: è un lupo solitario mentalmente instabile”.

Ed è proprio vero, la convinzione di superiorità non abbandona mai gli esseri umani: così si sentono i terroristi e così si sentono tutti coloro colgono la palla al balzo, strumentalizzano la vicenda, e facendo credere che i diritti umani riguardano solo alcuni umani. Ignorando che la natura del problema non è nella tolleranza ma, all’opposto, nell’assenza di questa e nell’incapacità di farne il vero tratto distintivo di un’identità europea

Ricordiamo che il potere di Charlie stava nella penna, e nella capacità di prendere poco sul serio chi viveva di serietà, austerità e codici rigorosi, senza avere la minima idea di cosa fosse la tolleranza. Noi non siamo così, noi siamo, oggi più che mai, tutti un po’ Charlie. Rispettiamo, amiamo, mettiamo passione in ciò che facciamo, e all’odiato avversario non lanciamo pietre, ma scarabocchi di vignette satiriche.

Se la reazione del nostro avversario sarà quella di colpirci fisicamente, allora lo sapremo: abbiamo vinto. Ma mai, MAI, mancheremo di rispetto a chi somiglia vagamente all’avversario per via del colore della pelle, o del credo religioso, pur non condividendone i metodi e gli ideali.

Stare dalla parte di brillanti satirici non significa solo commiserarne la morte, nè tantomeno strumentalizzarla. Significa piuttosto rispettarne l’operato, elogiarne il coraggio, e seguirne l’esempio.

Oggi la maggior parte delle televisioni e dei social ha trasmesso le immagini della manifestazione parigina, in cui migliaia di persone hanno sfilato esibendo una penna. Significativa l’immagine di un ragazzo con al collo un cartellone che recitava: “Il nostro Islam non è il loro Isalm”. Mi piacerebbe molto sapere che questo diventerà uno spunto di riflessione per molti.

Ajda Moroni

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Factory365, una prova per contare

factory365

Due giorni, dopo 365 dalle ultime primarie del PD.
Un’idea che nasce all’indomani del sabato della discordia quando il mondo del PD si è “diviso” tra sindacati e Leopolda.
La maggior parte dei giovani di questo partito non accetta questo dualismo e parlando tra loro è diventata palpabile l’urgenza di un momento comune per discutere di temi e problemi che il paese deve necessariamente affrontare nel breve periodo.

factory.
Così domenica e 7 e lunedì 8 dicembre 2014 i giovani del Partito Democratico, piu di 1000, provenenti da tutta Italia si sono ritrovati all’interno dell’ ex-mattatoio ai margini del quartiere Testaccio a Roma, organizzati per tavoli di lavoro coordinati da esperti o rappresentanti politici del settore in parlamento hanno iniziato a preparare quello che si annuncia essere una piattaforma programmatica generazionale che parla al presente indicativo.

Sotto ganci e binari da macello il sindaco Marino, arrivato in bicicletta (posteggiata regolarmente, non in doppia fila) ha aperto la due giorni con un brevissimo intervento nel quale ha ricordato le recenti vicende romane, rilanciando la sfida per un’amministrazione della città trasparente e rispettosa del valore dei soldi pubblici.

La gestione degli spazi, della stampa e della riuscita di Factory365 è stata interamente affidata ai giovani Romani ed alla segreteria Nazionale dei Giovani Democratici.

Mediaticamente un successo non annunciato, ma cercato, copertura totale dell’evento in diretta su youdem e sky, tutte le reti televisive e le testate presenti, evento diventato subito Trend Topic su Twitter complici anche la contingenza delle indagini capitoline e la presenza in scaletta del Presidente del Consiglio che ha chiuso i giochi con un intervento lungo e ampio indirizzato, più che ai giovani del partito, alle tante telecamere in sala.
Ha preannunciato il pacchetto di iniziative anti-corruzione in arrivo proprio in discussione questi giorni nel CdM, del quale l’introduzione del reato di autoriciclaggio già approvato è solo l’inizio.

L’immagine di Renzi col maglioncino rosso resterà un’icona nel prossimo periodo, Crozza ha già inserito in programma lo sketch di Factory365.
Inconsciamente, forse, questa è la rappresentazione dell’idea iniziale dal quale si era partiti ovvero unire il PD di piazza San Giovanni con quello della Leopolda per rircordarci che solo insieme possiamo cambiare il Paese.
Renzi travestito da Landini, insomma…sperando di poterli vedere entrambi presto nella stessa platea discutere del mondo del lavoro.

In poche parole i giovani “nativi” hanno le idee chiare su cosa possa voler dire stare e partecipare nel Partito Democratico.

Qual é l’ordine del giorno veramente urgente?

In demoodg urgentecrazia il ruolo dell’opposizione è essenziale per contrastare, per dar battaglia ma anche per condividere. Proviamo a capire insieme il valore aggiunto di una forza di minoranza dal momento che il consiglio comunale è per eccellenza il luogo del dibattito politico in un Comune. Durante il suo svolgimento, infatti, sono presenti la maggioranza e la minoranza, vengono discussi i documenti strategici che rispecchiano gli indirizzi politici e le scelte dell’amministrazione. Il ruolo della minoranza é proprio in quel momento che diventa essenziale perché diventa strumento di informazione ai cittadini, controllo, può incidere sull’attività di governo e sicuramente tutela delle minoranze.

Martedi 2 dicembre u.s. convocazione del consiglio comunale Odg:

– Comunicazioni del Sindaco;

1) Approvazione della deliberazione di assestamento del bilancio di previsione 2014;

2) Fusione per incorporazione di Idra Milano S.r.l. in Cap Holding S.p.A.;

3) Ordine del Giorno presentato da tutti i gruppi politici presenti in Consiglio Comunale: Adesione al programma “Donare gli Organi: una scelta in Comune”.

Lunedì 1 dicembre pervengono altri due ordini del giorno e, come democrazia ci insegna, vengono iscritti in coda ai punti previsti. Sempre poi come previsto dal regolamento del consiglio comunale, stilato da tutte le forze politiche nel lontano 1998, il presidente del consiglio comunale esplicita il fatto che saranno trattati in un consiglio comunale a porte chiuse, poiché si parla di moralità delle persone (quella non é l’aula di un tribunale, lo ribadiamo a scanso di equivoci).

Ricordiamo in quel consiglio si discuteva della presentazione con relativa approvazione dell’assestamento di bilancio, un documento fondamentale per la vita della nostra città, un documento che decide dove spostare le risorse del Comune disponibili rispetto a quanto deciso con l’approvazione del bilancio preventivo.

Ebbene l’altra sera le minoranze non hanno lasciato l’aula, ma si sono rese assenti per stare tra le sedie del pubblico, decidendo di non partecipare alla discussione. In una democrazia questo non dovrebbe accadere, ma a volte quel che accade riesce a stupire o ribadire quanto ormai siamo stati avvezzi ad aspettarci dai politici (e non siamo certo noi quelli del tutti a casa!).

Durante quello stesso consiglio comunale tutte le forze di minoranza non hanno voluto accettare quello che è un articolo del regolamento comunale e, anziché partecipare al dibattito, hanno preferito assentarsi, per cosa?

Per protesta, per forzare la discussione dei due ordini del giorno presentati a ridosso del consiglio comunale (e comunque accettati) e soprattutto per rendere eclatante una “denuncia” di offese già diffusa a mezzo stampa, presentata da un consigliere di minoranza.

Chiaro sia che i “colpevoli” delle brutte affermazioni hanno chiesto scusa; chiaro sia che non è una difesa dell’uno o dell’altro, ma nella ricostruzione dei fatti dello scorso martedì sera ci domandiamo: “cosa pensano gli elettori e le elettrici che non erano rappresentati in aula dai loro eletti, nel momento in cui si decideva come spendere i soldi del Bilancio comunale?”

Spendiamo due parole per ribadire che le minoranze hanno perso l’occasione anche di approvare con unanimità assoluta il terzo ordine del giorno, frutto del lavoro condiviso di tutte le forze componenti il consiglio, l’occasione di poter scrivere una bella pagina della storia democratica ed etica di Cormano.

Quando é poi ripreso il consiglio comunale a porte chiuse in seduta segreta, dopo aver fatto allontanare il segretario comunale han deciso di ritirare, comunque, gli ordini del giorno urgenti.

Il concetto di democrazia include la ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare e nella quale il rapporto tra la maggioranza e la minoranza sia improntato alla reciproca tutela e la parola chiave, affinché questo sia, é partecipazione.

Noi c’eravamo.

Pensiero su recenti fatti di rilievo mediatico

 

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In relazione ai recenti fatti emersi sui media nel corso dell’ultima settimana, il Partito Democratico di Cormano prende atto delle scuse pubbliche e private fatte dall’ Assessore nei confronti dell’interessato.

Il Partito Democratico di Cormano non teme di riconoscere i propri errori qualora ve ne siano e gli errori personali dei propri dirigenti o rappresentati, laddove occorrano come in questo caso, soprattutto quando ciò comporta il ribadire con forza il rispetto di valori superiori a sé, quale il valore della democrazia, della partecipazione, della non violenza, del rispetto delle istituzioni ad ogni livello, e della persona umana, senza distinzione di ruoli, di responsabilità e di condizione giuridica.

Conferma inoltre che l’onore delle istituzioni e nel caso specifico del Consiglio Comunale non possono essere lesi da atteggiamenti, dichiarazioni o comportamenti irrispettosi, di qualsiasi provenienza essi siano.

Si auspica pertanto che questa sia stato solo un episodio isolato e che il lavoro del gruppo Consiliare tutto e dell’Amministrazione possa portare al raggiungimento di risulatti ottimi per il bene della Città di Cormano.

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